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23 mar 2012

VERSO LE ELEZIONI: RASSEGNA STAMPA

A SEGUIRE UNA RACCOLTA DI ARTICOLI/CONTRIBUTI APPARSI RECENTEMENTE SULLA STAMPA

...... certe palle al piede meglio staccarle.

Uno per tutti...Sette per Tosi!“Alla fine di liste Tosi ce ne saranno sette. Adesso che il capitolo pare definitivamente chiuso, i veronesi, di certo, si augurano di potersi confrontare sui contenuti, su un’agenda politica e non sulle chiacchiere che riempiono le pagine dei giornali”. Lo afferma il deputato dell’Unione di centro Antonio De Poli commentando il sostegno di sette liste alla candidatura a sindaco di Verona di Flavio Tosi.


Secondo il coordinatore regionale dell’Udc in Veneto, “Bossi ha trovato alla fine un’escamotage molto originale per uscire dall’empasse e sciogliere il nodo amletico sulla Lista Tosi dando vita a sette liste dove tutte e sette riportano il nome ‘Tosi’.
Devo dire che questo dibattito sulla Lista Tosi non mi ha mai personalmente appassionato e ritengo che non abbia appassionato neppure i veronesi che hanno, invece, bisogno di risposte serie e concrete in un’agenda politica che miri allo sviluppo economico di una delle più belle città del Veneto e d’Italia”.
Sono d’accordo con Tosi quando dice che ‘la politica si fa con le persone’ ed è proprio per questa ragione che noi dell'Udc abbiamo puntato su Castelletti, una figura di alto profilo che arriva dalla società civile e punteremo su una lista di persone dove il minimo comune denominatore sarà la competenza, non l’appartenenza politica. Non ci interessano le careghe ma risolvere i problemi che stanno a cuore ai cittadini. Sta tutta qui la novità”.
Aggiungo, io, che le parole di Rutelli spese poi a favore del sindaco Tosi - secondo cui è un sindaco che ha fatto bene - fanno rabbrividire. Ma la sua API non doveva contribuire alla nascita del Nuovo Polo di moderati, insieme ad UDC e FLI? Ora non più e piuttosto di perdere le careghe, è disposto a rinunciare al nome del suo partito e a creare una lista civica a sostegno dell'attuale sindaco veronese. Beh, a questo punto...certe palle al piede meglio staccarle.

L'UDC prosegua per la sua strada, quella della coerenza.




E alla fine ci fu la Tassa di Bonifica
"Come annunciato nei giorni scorsi, su proposta dell'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte, grazie al voto favorevole della Lega Nord e del Pdl i cittadini di Montorio di Verona e di molte altre aree urbane venete torneranno a pagare la tassa di bonifica".INTERVISTA AL NOSTRO CANDIDATO SINDACO CASTELLETTI

Lo afferma, in una nota, il capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale Stefano Valdegamberi dopo
l'approvazione in aula di un emendamento presentato dall'assessore Maurizio Conte che ha reintrodotto il pagamento del contributo consortile, abolito con legge del 2009.
"La Lega Nord, dopo anni di battaglie - prosegue Valdegamberi - si rimangia ogni promessa e rinnega tutto, compresa la propria legge 12/2009 approvata poco prima delle elezioni regionali per favorire il candidato Luca Zaia. Legge che prevedeva l'esonero dal pagamento del canone nell'ambito urbano per gli utenti collegati alla pubblica fognatura e per chi dovrebbe pagare meno di 16,53 euro di contributo consortile". "Anni di battaglie da parte di comitati con piogge di ricorsi a furor di popolo che hanno fruttato a Flavio Tosi e all'assessore montoriese Corsi consensi plebiscitari cavalcando la "lega di lotta" sono vanificati da un colpo di spugna dalla stessa Lega, ora "di governo", mediante la reintroduzione della tassa".
"L'Udc veneto - conclude Valdegamberi - chiede da tempo la fine delle speculazioni politiche sui Consorzi di bonifica, speculazioni che hanno portato ad uno sperpero di denaro pubblico e privato in contenziosi finalizzati a soli vantaggi elettoralistici per alcuni capi popolo.
L'Udc veneto ribadisce, inoltre, la ferma volontà di dare attuazione alla legge regionale 12 del 2009, chiedendo che la Lega "di governo" mantenga con serietà gli impegni assunti nei confronti dei cittadini".


Tratto da "l'Arena.it" del 20/03/201
«Verona ritorni al centro dell'economia»
A caccia di voti, anzitutto. Ma quali: «Quelli alternativi a Tosi, di quanti non si identificano nei cinque anni della sua amministrazione» e quelli «degli indecisi, per riportare Verona al centro dell'economia e fare in modo che tornino le grandi aziende». Parole d'ordine? «Zero sogni, pochi progetti ma concreti e portarli a termine. Con meritocrazia, maggiore professionalità e competenza. Metà della mia civica sarà composta di donne e voglio tutti laureati. E basta antipolitica».
Luigi Castelletti, 56 anni, avvocato, candidato sindaco per una sua lista civica e poi per Pdl, Udc, Fli e Nuovo Psi, mette in fila idee per la sua sfida (tutta in salita) a Tosi e al candidato del centrosinistra Michele Bertucco.
Perché si candida? Ho scelto di candidarmi con una lista civica perché la spinta a scendere in campo mi è arrivata dal basso, da imprenditori, lavoratori, professionisti che frequento ogni giorno.

Ma con lei ci sono anche partiti. Udc, Fli, Pdl, Nuovo Psi mi appoggiano perché c'è stata una coniugazione dal basso verso l'alto. Sta poi crescendo un consenso di associazioni e di cittadini che vedono bene una semplificazione della partita. Chiaro che c'è la Lega da una parte, con Tosi; dall'altra i moderati con i loro valori cattolico-laici che vanno dal Pdl, Udc, Fli, Nuovo Psi e anche forse ai moderati di sinistra, con me. E sia chiaro che chi vota Tosi vota la Lega, non liste civiche. E' un grande equivoco: si vota la civica per non votare Lega, ma alla fine i voti vanno al Carroccio.
Certo che il Pdl è spaccato. Le beghe nel Pdl non mi interessano. Ma anche la Lega ha le sue.
Cinque anni di amministrazione Tosi. Come li giudica? Il sindaco uscente ha condotto direi quasi solo la politica della sua immagine. La domanda è: dove ha veramente amministrato? Parliamo del traforo?
Che cosa vuol dire? Il mio approccio sarebbe stato diverso; io avrei indetto il referendum. Ora però va verificato se il piano finanziario tiene, visto che ha tre anni. La sana regola è verificare se ci sono risorse per evitare opere incompiute, che dopo sono ferite. Lo stesso vale per il Piano degli interventi.
In che senso? Bisogna capire le condizioni attuali, prima di dire che il Comune introiterà circa 140 milioni come perequazione per i lavori realizzati dai privati. La crisi economica e immobiliare è ancora significativa, quindi pagare subito perequazioni è un costo non banale per un privato che vuole attuare un piano. Il fatto che queste risorse arrivino e il loro destino sono tuttora un enigma. E qui arriviamo alle politiche per risanare enti e aziende.
Quali? Inutile soffermarsi sull'aeroporto. Ha problemi così gravi che o si sistema la situazione o si rischia grosso. Quanto alle altre aziende, essendo a bassa redditività, non hanno risorse significative per gli investimenti futuri e quel poco che producono viene preso dal Comune. Così, quando devono compiere investimenti dovrà intervenire il Comune, o alzando la fiscalità locale o tagliando servizi.
Ma lei che cosa propone? Affinché le aziende diano risultati economici, i soggetti chiamati ad amministrarle devono essere scelti in base a curricula non politici, non di appartenenza, ma in base all'esperienza, ai titoli. Posso dirlo a ragion veduta avendo amministrato Zai e Fiera, con risultati positivi.
Economia e lavoro: progetti? La mia idea è dare vita a un patto per i posti di lavoro, cioè trovare una formula, un meccanismo, con cui incentivare gli imprenditori. In quale modo? Sbarrando la delocalizzazione delle imprese e aiutandole a rilocalizzarsi. Gli imprenditori hanno bisogno di minore burocrazia, ma questa è la precondizione. Il beneficio vero però è fare loro risparmiare del denaro.
Dove? O nell'acquisto dei terreni o nel pagamento degli oneri al Comune. La mia idea? Quando un'azienda presenta il suo progetto tecnico in Comune dovrebbe accompagnarla con un Piano industriale, spiegando cosa fa e quante persone assumerà. Tenuto conto delle regole comunitarie, il Comune potrebbe stipulare con le aziende una convenzione per cui per ogni contratto di lavoro a tempo indeterminato, l'azienda risparmio o nei prezzi o nei versamenti degli oneri. Solo in apparenza il Comune perde incassi, perché in realtà crea un benessere più diffuso e coesione sociale. Poi ho un'idea per il mondo dei giovani.
Cioè? Sono rimasto molto colpito ascoltando studenti del liceo Fracastoro, alla trasmissione Piazza Pulita, dire che sono molto preoccupati per il loro futuro. Visti i risultati del Parco scientifico e tecnologico, è meglio invece creare uno Sportello per idee nuove dai giovani, per sviluppare il loro potenziale imprenditoriale, dando però la possibilità di entrare in contatto con esperti per una valutazione iniziale e in corso d'opera della loro idea, fino all'eventuale brevetto.
Rapporti Comune-Università? Non si può ridurre tutto all'aspetto logistico-immobiliare, pure importante, ma servono meccanismi per giovani e aziende per avere sbocchi produttivi ed economici.
Le casse dei Comuni però piangono e lo Stato taglia risorse. Il Comune deve tenere distinte le spese ordinarie dalle straordinarie. Dai conti fatti, negli ultimi anni Verona ha dismesso immobili per oltre 300 milioni. Dove sono andati a finire quei soldi? Operazioni straordinarie sono andate a finanziare spese correnti. I conti pubblici vanno risanati ovunque e il Governo Monti è nato per questo, ma Tosi, legittimamente, lo combatte. Verona però è sempre stata una delle città più importanti d'Italia, e bisogna stare attenti che non resti isolata. Tutti devono partecipare al risanamento. Io vorrei poi lavorare nel campo dell'integrazione.
In concreto? Integrando i nuovi cittadini di Verona. Parlo di stranieri qui da molti anni, che hanno già la cittadinanza, ben integrati nel lavoro ma non nelle istituzioni. Serve uno sforzo per farli entrare, per capire i loro problemi e come risolverli.
Enrico Giardini
DAL BLOG DI ALESSANDRO BOGGIAN ( candidato al Comune per l'UDC)
Una patetica telenovela dal finale già scontato.
Il tira e molla tra Tosi e il suo partito sulla lista civica che affiancherà l'attuale sindaco di Verona è solo un modo per distogliere l'attenzione da quelli che sono i veri problemi della gente.
Come si può immaginare che il leader della Lega Umberto Bossi rischi di far perdere le elezioni amministrative ad un suo candidato, in una città come Verona, solo per dimostrare che il leader del partito è lui e che le sue regole non sono messe in discussione? Non si può immaginare.
E il nostro Sindaco dalla camicia verde, ora, in prossimità del voto, sfodera nuovamente alcune delle armi che lo portarono a vincere le amministrative cinque anni fa: Traforo delle Torricelle e tramvia. Se la sua candidatura è appoggiata da forte lobbies, da imponenti fonti di potere, che lo dichiari apertamente. Magari lo slogan che appare in tante parti della città, "Tosi, il sindaco di tutti i veronesi", forse dovrebbe essere rivisto.
A proposito: chi ha ricevuto a casa, per posta, il progetto del Traforo delle Torricelle? Immagino tutti...Belle immagini, tanti vantaggi mostrati a favore dell'opera...Peccato solo manchi l'indicazione della spesa: circa mezzo miliardo di euro, messo dai privati che li incasseranno poi con pedaggi e vendendo le opere accessorie.
Ed io mi chiedo cosa sia successo in merito alle altre parti del suo programma: il Polo Finanziario, che avrebbe dovuto dare una nuova immagine alla finanza e all'economia veronese? La sicurezza, dato che la prostituzione dilaga ancora in zona stadio (e non solo)? E gli accoltellamenti avutosi negli ultimi mesi da parte della malavita? E i "casini" su cui sono state aperte delle indagini, provocati dalle assunzioni poco trasparenti in aziende come Amia, Agsm, ecc. ecc.? Come giustificare l'accentramento di potere da parte dell'amministrazione Tosi, concretizzatosi attraverso l'assegnazione di ruoli dirigenziali chiave ai suoi uomini fidati? Ci ricordiamo tutti, vero, le recenti vicende dell'aeroporto "Valerio Catullo". E che dire delle continue svendite della nostra amata Fiera e di altri beni immobili comunali?
Salta fuori nuovamente la questione della tramvia. Un progetto a mio pare assurdo, sia per le dimensioni di una città come Verona, sia perché i cittadini preferiscono ancora il mezzo privato per spostarsi, rispetto a quello pubblico.
Il progetto della tramvia riguarda Amt e la Sitram; quel milione di euro a "spese" della comunità è ancora sotto la lente di in gradimento della Corte dei Conti. Come riportato nel quotidiano l'Arena, "sono passati oltre dieci anni dalla nascita della società, 9 dalla sua messa in liquidazione (deliberata dall'assemblea straordinaria del 18 novembre 2003) e la tramvia è definitivamente uscita dai pensieri degli amministratori: non si farà mai. Ma resta la costosissima scelta di costituire un organismo per la progettazione separato dall'azienda che gestiva il trasporto pubblico. Un procedimento sul quale pendono 4 ricorsi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, due presentati da sette dei 10 convenuti in giudizio (ovvero amministratori di Amt e del Comune di Verona) e due controricorsi della Procura regionale. E per questo motivo il giudizio attualmente è stato sospeso. E nel caso di Amt-Sitram il danno erariale stimato supera il milione di euro. Quello riconducibile alla realizzazione di una società pressoché inutile, o forse "utile" solo a coloro che a vario titolo vi hanno assunto delle cariche percependone i relativi compensi, cariche anche in presenza di evidenti conflitti di interesse. Sempre secondo il procuratore regionale Carmine Scarano, per la comunità non fu invece di nessuna utilità. E afferma: "La procura ha contrastato la tesi della mancanza di giurisdizione sui danni creati dalle partecipate da enti pubblici sottolineando come su Amt Verona, con 100% di capitale pubblico, legata da un contratto di servizio, servizio in house e tariffe modulate secondo le esigenze stabilite dal Comune, esista la piena giurisdizione della Corte dei conti". Ha accennato poi ai recenti casi di corruzione e di sperpero di denaro pubblico "fenomeno delittuoso che indebolisce ogni sforzo dell'economia", ma quello che ci riguarda è stato l'unico caso (una decina quelli contenuti nella relazione ritenuti significativo esempio dell'attività giurisdizionale) citato ieri dal procuratore regionale alla cerimonia !

che quest'anno si è tenuta nel salone della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. L'unico e forse il più significativo perché ha permesso al procuratore di porre l'attenzione sul ruolo fondamentale dell'attività della Corte e ribadire che "il problema della giurisdizione sulle società partecipate è prioritario se si vogliono contrastare le situazioni di sperpero e di palese danno all'Erario che emergono quotidianamente e rischiano di veder sottratti gli amministratori responsabili al loro giudice naturale".
Forse tutto ciò spiega meglio la volontà di non adottare il Codice di comportamento etico da parte dell'attuale Sindaco. Tema di cui ho parlato qualche tempo fa nel mio blog.
La mia campagna politica non sarà incentrata sulla critica di quanto fatto dalle amministrazioni precedenti, anzi; sarà improntata su nuove proposte, che non pesino sul povero bilancio comunale e sui veronesi e che mettano fine all'attuale sistema clientelare. La gente è stufa di sentire solo chiacchiere.
Ma è giusto ricordare..e non dimenticare.
Alessandro Boggian

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